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Treviso mon amour! PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo   
Martedì 20 Settembre 2011 06:14

Ritorna, puntuale all’ultima settimana di settembre, il Treviso Comic Book Festival,  evento dedicato al mondo dei fumetti e dell'illustrazione  organizzato dall'associazione Fumetti in Tv, oramai punto di riferimento nel Triveneto e a livello nazionale.

Il Festival - che si terrà dal 22 al 25 settembre - è costituito da un fitto programma di 16 mostre di tavole originali, incontri con gli autori, eventi di disegno "live", iniziative didattiche, momenti di festa  ed una mostra mercato che – come tutti gli anni – occuperà gli spazi della Camera di Commercio.

Tra i vari autori che espongono quest’anno ci saranno: Stefano Raffaele, Sebastiano Villela, gli allievi della Scuola Internazionale di Comics di Padova, i Bomboland, il Gruppo Delebile, Stephane Levallos e ovviamente il nostro Enzo Troiano che – in anteprima nazionale – mostrerà le matite della sua ultima fatica “Harcadya 2” e terrà un incontro col pubblico ed i lettori sabato 24, nel primo pomeriggio.

Le varie mostre personali saranno distribuite un po’ in tutta Treviso e nelle “locations” più disparate, a testimoniare di quanto questa fiera riesca a coinvolgere tutta la città: si potranno così visitare  - tra gli altri  - l’antico lanificio Andreatta, il Palazzo Bomben,  Casa Robegan (Cà a Noal), l’  Eden Cafe’, la  Galleria d’arte “Il Battito d’ali”

Enogastronomia, alimentazione, salute, biologico. Il rapporto tra cibo e fumetti è il tema portante del Treviso Comic Book Festival 2011, esplicato attraverso una collettiva di fumetto internazionale contemporaneo che guarda all’alimentazione da più punti di vista.

La novità del 2011 sarà poi l'apertura al mondo della scuola, con 5 workshop e laboratori didattici che vedranno protagonisti gli studenti territorio in ogni ordine e grado: una serie di iniziative che daranno, da questa edizione in avanti, una nuova spinta al movimento fumettistico e culturale trevigiano, coinvolgendo di anno in anno scuole e realtà attive da tempo nell'ambito della cultura giovanile.

Uscirà inoltre per l’occasione l’albetto  “Braccio di Ferro a Treviso!” che sarà disponibile in esclusiva al Treviso Comic Book Festival 2011.Grazie ad un accordo con  la King Features Syndicate e Premium Srl, il festival trevigiano realizzerà infatti una storia esclusiva di Braccio di Ferro ambientata proprio nel capoluogo della Marca Trevigiana. Una mostra delle tavole originali realizzate per l'albetto (sceneggiato da Luca Vanzella e disegnato da Claudio Bandoli), sarà allestita nella galleria interna al negozio Cappelleto in Piazza dei Signori.

Giunta ormai alla sua ottava edizione, il TCBF si conferma oramai ai primissimi posti tra le mostre di settore a livello nazionale; posizionato – per grandezza e risonanza – solo dopo Lucca e Napoli.

Sempre presenti fin dalle primissime edizioni, noi dello staff Wombat lo abbiamo praticamente visto crescere: fin dalla prima edizione il comitato organizzatore (composto da Massimo Bragaggia, Massimo Perissinotto, Alberto Polita ed il Presidente Onorario Paolo Ongaro) ha saputo imprimere alla manifestazione un’identità ben precisa facendo ben poche concessioni a fenomeni collaterali (e tutto sommato marginali, se non commercialmente, sicuramente culturalmente) al fumetto come per esempio il cosplay che è rimasto un momento tutto sommato di colore, limitato alla domenica.

Che in tempi di crisi economica, una mostra di settore riesca a coinvolgere un numero sempre crescente di autori, di istituzioni (pubbliche e private che siano) portando il prolungamento della manifestazione dall’iniziale striminzito weekend ad una settimana, lascia ben sperare per le prospettive future.

Ad maiora e buona mostra a tutti

Riccardo Bruno

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Settembre 2011 06:15
 
Un'estate... Malandrina! PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo   
Giovedì 30 Giugno 2011 14:17
Fa caldo, il mare chiama... Ma i nostri autori non si fermano !

Archiviata questa prima parte dell'anno con i suoi successi e le sue mostre (Comicon, Cava, Godega) i nostri disegnatori affilano le loro matite sotto gli ombrelloni per un autunno che si preannuncia davvero caldo!

Oltre ad Harcadya di Enzo Troiano - come vi abbiamo preannunciato in un precedente articolo - per Lucca uscirà la terza parte delle avventure del Rosso che tornerà ad imperversare in un volume tutto suo magistralmente illustrato da Danilo Antoniucci.

In quali peripezie rimarrà stavolta invischiato il Nostro?
Lo scopriremo presto... Intanto fatevi venire l'acquolina in bocca con una prova di copertina ed una tavola a matita che Danilo ha messo gentilmente a disposizione per i suoi fan.

Buona estate a tutti

Riccardo Bruno

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Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Giugno 2011 17:39
 
Harcadya: NON C’è DUE SENZA TRE! PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo   
Martedì 14 Giugno 2011 22:37
...ed il quarto vien da sé, recita la versione completa del proverbio.

Seguendo le richieste dei lettori e degli appassionati - intrigati dalla trama ed innamorati delle colorate e panoramicissime tavole - il nostro Enzo Troiano ha deciso di far diventare una vera e propria trilogia la saga di Harcadya!
Questa landa onirica e misteriosa verrà esplorata in lungo ed in largo, verrà concesso maggior spazio ad alcuni elementi e spunti della trama (lascio a voi indovinare quali) e verranno approfonditi i caratteri di alcuni personaggi (finora) secondari, giudicati meritevoli sia da Enzo che dagli stessi lettori nelle loro lettere e mail...

E poi non dite che i nostri fumetti non sono interattivi!!!

Sperando, però, che i lettori non chiedano ad Enzo di... Farsi in QUATTRO!!!
Buona lettura!

Riccardo Bruno
Ultimo aggiornamento Martedì 14 Giugno 2011 22:40
 
Chi non si accontenta... Godega! PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo   
Martedì 07 Giugno 2011 07:59
A differenza del CavaCon, Godega è una mostra di fumetti con le idee ben chiare.

Innanzitutto preme elogiare e ringraziare gli organizzatori per la loro ospitalità a dir poco anfitrionica: sono stati bravissimi a creare e mantenere una costante atmosfera di amicizia e convivialità tra tutti gli autori, grazie anche alle uscite dal tono informale che organizzavano tutte le sere.

A Godega Fumetti hanno trovato un eguale spazio tutti: le piccole come le grandi case editrici, l' ANAFI, i negozi di antiquariato del fumetto.
Oltre ad avere la forza e la perseveranza di portare avanti un discorso incentrato quasi totalmente sul fumetto (il cosplaying ha avuto un ruolo tutto sommato marginale, di colore verrebbe da dire), gli organizzatori stanno tentando di costruire un progetto culturale che coinvolga ed attiri alla lettura del fumetto gruppi sempre più ampi di persone(soprattutto di giovani) dimodoché la mostra diventi non più un evento fine a se stesso durante l'anno ma il culmine di un rapporto costante con i cittadini e le istituzioni (soprattutto le scuole) avuto durante l'anno.
La strada è quella buona, a nostro avviso, ed è anche tra le più coerenti dal punto di vista culturale: così come in scuole e biblioteche si organizzano per tutta Italia corsi di invito alla lettura di libri, così si dovrebbe fare per i fumetti.

Se proprio qualche pecca si vuole individuare, la si può ravvisare nella promozione dell'evento che forse ha avuto qualche carenza visto che l'afflusso di pubblico non è stato all'altezza delle aspettative: è comprensibile che la mostra per il cinquantennale di Zagor abbia attirato quasi esclusivamente appassionati di lungo corso, ma – fino a qualche anno fa – un autore italiano che approda alla Marvel come Marco Checchetto sarebbe stato osannato da folte folle di giovani fumettisti.

Per il resto, la mostra è stata perfetta e gli organizzatori hanno dato l'anima.
Magari, per le prossime edizioni, basterà un minimo accorgimento come anticipare l'evento di qualche settimana: questo primo weekend di giugno è stato caldo e parecchi avranno deciso di andarsene a mare...

Riccardo Bruno
 
CavaCon 2011: una mostra di... fumetti? PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo   
Lunedì 06 Giugno 2011 14:35
Giunta alla sua seconda edizione, il CavaCon sta sicuramente crescendo.
Allestita en plein air in Area Mercatale (su due spianate ampie ma a dire la verità un po' disadorne) il CavaCon è riuscito – forse strizzando l'occhio al suo fratello maggiore di Napoli, il ComiCon - a coordinare quelle che oramai sono le tre anime delle Convention di settore: il Cosplay, i Games ed i Comics.
Variopintissima la schiera dei cosplayer (capeggiati dalla veterana Giorgia Vecchini che si è esibita con le sue striminzitissime mises, tra cui una Elektra da cardiopalma), affollate e rumorose le gare della PESLegue e di tutto rispetto le figure degli autori intervenuti: la gentilissima Arantza Sestayo, Luca Maresca, Giuseppe Ricciardi, i nostri Danilo Antonucci e Giacomo Porcelli; non è purtroppo intervenuto per problemi logistici Marvel Marko Djurdjevic.
Momenti di puro divertimento fracassone e di coinvolgimento del pubblico più giovane ci sono stati domenica con i doppiatori della serie One Piece Emanuela Pacotto, Patrizio Prata, Lorenzo Scattorin, tutti e tre molto simpatici, disponibili e animati da vero spirito goliardico..

Ma...
C'è sempre un ma nella vita...
Volendo sorvolare sulle inevitabili deficienze logistiche dovute all'esperienza in via di consolidamento (apertura ritardata il primo giorno, ingenuità nella distribuzione degli spazi e degli stand), il problema resta un altro.
Nonostante l'innegabile buona volontà degli organizzatori, il CavaCon ha relegato i fumetti in una posizione nei fatti marginale.
Grandi editori non se ne sono visti: c'era la Panini (con la Sestayo), la Wombat (con Danilo Antonucci e Giacomo Porcelli) e la Mondadori (con la coppia Dimitri-Barbieri), e nessun altro. E fin qui, si potrebbe anche capire: è una mostra giovane dalla risonanza tutto sommato limitata e proprio a causa di ciò le grandi case editrici la snobbano. Aggiungiamoci pure il grave errore degli organizzatori che hanno scelto le date della mostra con una disattenzione scellerata visto che si è svolta in contemporanea con l'altra di Godega, tra quelle di più lungo corso del settore e sicuramente più appetibile, in termini di pubblico.
Ma ciò che mi ha lasciato molto perplesso è che al CavaCon non ho trovato neanche piccole case editrici o realtà di fumetto indipendente che pure esistono; e questo è una cosa abbastanza grave.
La piccola casa editrice ha bisogno - soprattutto i primi anni - di essere molto visibile e quindi cerca di andare a più convention possibili, soprattutto a quelle più piccole dove la spesa da sostenere per uno stand è più limitata; ma se neanche case editrici di minore risonanza (ma minore nel senso della potenza finanziaria non certo della creatività e validità) non si sono sentite allettate nel partecipare al CavaCon, evidentemente c'è qualcosa che non va.

Tra le cose che – a mio giudizio – non sono andate ce ne sono altre: la presenza straripante dei cosplayer; ci sono stati momenti – soprattutto la domenica pomeriggio – in cui i cosplayer erano l'80 per cento almeno del pubblico della mostra. E si sa i cosplayer come sono, bene o male: grandi appassionati di film od anime difficilmente si lasciano attrarre da un prodotto come il fumetto (se lo fanno, magari, è dal manga da cui è tratto il loro anime preferito) e quindi comprano poco e, quando vanno da un disegnatore, si fanno fare un disegnino e se ne vanno ; spesso le loro richieste sono incongrue: più di una volta ho visto ragazzini chiedere a Danilo Antonucci di disegnare loro personaggi di manga preferiti!!!
Quindi, se ci sono pochi appassionati di fumetti, ancor meno compratori, è logico che gli editori, grandi e piccoli, stiano lontani.
L'invitare il trio di doppiatori prima menzionato, invitare la band Versailles Philarmonic Quintet (cui sembra sia stato versato un compenso esorbitante: si parla di cifre a quattro zeri) lascia intuire che dalla parte dell'organizzazione si sia scelto di puntare quasi esclusivamente su un pubblico di adolescenti appassionati di un certo tipo di musica e di un certo tipo di cartoni animati facendo risultare quindi il CavaCon poco "attraente" nei confronti delle case editrici di fumetto grandi e piccole che vogliono certo farsi vedere ma anche vendere... E che speranza ci sarebbe stata di vendere ad un pubblico per lo più costituito da 15/18enni attirati  dai gadget, dai videogiochi e da ammennicoli vari? Praticamente zero.

Un'altra piccola osservazione.
Tra i vari stand c'era anche quello una società (di cui non farò il nome, per correttezza) che si occupava di simulazioni, di giochi di guerra e di simili allestimenti: mimetiche, sacchi da trincea, riproduzioni di armi di assalto... Ma... che c'entra la guerra – anche se per finta – con un evento che ha tra i suoi fini sicuramente lo stare insieme e la condivisione di divertimento e cultura? Nulla, a mio parere.

Gli organizzatori del CavaCon, in definitiva, dovranno decidere cosa vuole essere questa convention: se vorrà essere ANCHE una mostra di fumetti non basterà invitare tre o quattro grossi nomi – che poi verranno praticamente snobbati dalla maggior parte dei visitatori – ma dovranno fare in modo di attirare sia un ampia tipologia di nomi del settore, sia un pubblico più vario.
Altrimenti faranno bene e saranno più coerenti nel trasformarlo in un grande evento legato ai cartoni animati giapponesi ed alla musica.

Riccardo Bruno

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Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Giugno 2011 16:48
 
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