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Wombat ComiCon 2012 - Gli Autori: GIACOMO PORCELLI PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo   
Lunedì 16 Aprile 2012 21:10

               Giacomo Porcelli presenta nel numero per il  ComiCon del Wombat Magazine, la breve storia Der Vampyr (Fake).
In un brevissimo entr'acte, Giacomo costruisce una vicenda completamente muta, senza battute, ispirandosi ad due linguaggi cinematografici in bianco e nero degli anni Trenta: fonde la lievità talvolta stralunata del cinema muto all'onirismo spesso inquietante del cinema espressionista tedesco.

Ma prima di cedere la parola a Giacomo ed alla sua storia, diciamo qualcosa di lui.

Nato nel1968 a Caltagirone in provincia di Catania, Giacomo si diploma all'Istituto d'arte per la ceramica.
Dopo un anno trascorso tra lavori saltuari e totale inattività, si iscrive al corso di laurea in scienze geologiche che abbandona alcuni anni dopo per lavorare in campo artistico.
Da molti anni si occupa di decorazione e pittura su ceramica e pietra lavica.
Da sempre appassionato di fumetti, l'esordio in questo settore arriva molto tardi.
Nel 2008 si classifica primo al concorso nazionale FUMETTI IN TV a Treviso con una breve storia ambientata durante la Prima Guerra Mondiale edita da Nicola Pesce Editore.
Poco dopo Coniglio Editore pubblica un paio di episodi della sua serie In The Jungle sulla storica rivista erotica "Blue".
Con la Wombat, dopo la pubblicazione di Brian il matto, inizia una vera e propria collaborazione
che è andata avanti fino ad oggi con l'uscita della nuova storia.

Giacomo, ho detto bene, che ti sei ispirato molto al cinema per la tua storia?

 Certo...! Der Vampyr (Fake) è un fumetto horror-comico ispirato chiaramente al cinema espressionista tedesco, un piccolo omaggio a un filone cinematografico che amo tantissimo.
Più che una storia a fumetti la mia era una vera e propria idea filmica. Ho immaginato questa storia recitata dai vari personaggi con le gestualità tipiche del cinema muto. L'impianto narrativo è semplicissimo: uno psicopatico che si spaccia per vampiro terrorizza una città. Il protagonista, che ha subìto un grave torto da questo pazzo maniaco, scopre il suo nascondiglio e colpo di scena..!
Non dico altro per non rovinare la sorpresa.
Comunque la storia è volutamente ambigua e può avere diverse interpretazioni.
L'unica cosa che manca è un bel accompagnamento al pianoforte (ride)
Nella rivista inoltre compare una mia illustrazione a tematica fantascientifica di qualche anno fa, realizzata ad olio e acrilico.

Oltre al cinema, cos'altro ti ispira?

Non seguo delle linee precise. Mi influenzano libri, film, fumetti e quant'altro vado leggendo di volta in volta. Questo fumetto, per esempio, mi è venuto in mente mentre guardavo il Nosferatu di Murnau. Una volta prediligevo il filone fantascientifico, ma oggi mi diverto a misurarmi con generi diversi. La nuova sceneggiatura che sto scrivendo sarà più lunga e di tutt'altro genere rispetto a quelle che ho realizzato finora.

Giacomo, anche a te la domanda di rito, quasi marzulliana, oramai: il tuo sogno (artistico) nel cassetto?

 Il mio sogno artistico è sempre il mio prossimo lavoro, grande o piccolo che sia. Ho imparato a pensare in questo modo se voglio dare al lettore un buon prodotto.

E per chiudere, se tu potessi essere un famoso disegnatore quale vorresti essere? E perchè?

Ammiro tantissimi autori e ho imparato molto da loro ma non vorrei essere altro che me stesso, anche se il futuro mi dovesse riservare il totale oblio.

Non sia mai, Giacomo!
E per scongiurare il pericolo, anche a te:

In bocca al Wombat!

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Aprile 2012 21:12
 
Wombat ComiCon 2012 - Gli Autori: GIUSEPPE GUIDA & MARCO LEPORE PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo   
Martedì 10 Aprile 2012 19:04
              
               Dopo aver fatto conoscenza nello scorso articolo con la simpatica Liana Recchione, stavolta.... Due al prezzo di uno ;-).....! Faremo la conoscenza con una coppia ben affiatata di autori foggiani.
Giuseppe Guida e Marco Lepore sono presenti sul Wombat Magazine che presenteremo al Napoli ComiCon 2012 con una storia in dieci tavole intitolata PALCOSCENICO...IMMAGINARIO DI NON IMPROBABILI STORIE FUTURE, breve rapsodia teatral-musicale fumettistica ambientata in luoghi che tutti (forse) conosciamo. Episodio lieve e levigato, dalle originali sfumature fanta-ecologiste, laddove "fanta-" sta sia per "fantasy" che per "fantascienza".

Ma prima di passare all'intervista vera e propria, qualche notizia sugli Autori.

Giuseppe Guida (il Disegnatore)

               Fumettista foggiano dallo stile eclettico, classe '74, laureatosi a pieni voti come scenografo all' Accademia di Belle Arti di Foggia, inizia la sua carriera grazie ad un amico che lo spinge nel mondo del fumetto.Tra i personaggi da lui creati il famoso "Zi Pepp", diventato emblema del carnevale di Manfredonia. Dopo molteplici storie pubblicate sulla rivista di arte e cultura "SCEEIN", nasce la storia "Amnesia" realizzata con lo sceneggiatore Stefano Ratti; seguono le pubblicazioni nella fanzine romana "FATECE LARGO", la partecipazione alla "Subacqueoedizioni" di Torino.

Nel 2010,  al Comicon di Napoli, ritira il premio "Imago 2010". Nel 2011 vuole e inventa come sceneggiatore il suo amico Marco Lepore, insieme iniziano un percorso fatto di soddisfazioni e successi, come: "Le avventure di Don Chipsciotte" vincitrice del premio della critica al Romics, "Palcoscenico Immaginario di non improbabili storie future" per la casa editrice Wombat Comics, "Il piccolo Ninni e la storia del jazz", che viene riconosciuta tra le migliori opere al Concorso "Strisce di Jazz" di Piacenza e, infine, "Le Avventure di Comare Volpe", ideata già a partire dal 2008. Prolifero creatore di tavole e disegni, ama la fantascienza, il genere fantasy e il comics, un po’ meno il western, però gli spaghetti li mangia volentieri.

 Marco Lepore (lo Sceneggiatore)

                Marco Lepore, nato a Foggia nell'estate del 1986, laureando in Giurisprudenza, inizia a scrivere e sceneggiare fumetti nel 2011, grazie al suo amico Giuseppe Guida, che lo rende partecipe dei suoi progetti fino a trascinarlo direttamente nella regia dei suoi disegni e da qui inizia un soddisfacente percorso, caratterizzato da successi e in continua evoluzione. Con la storia-parodia "Le avventure di Don Chipsciotte", vincitrice del premio speciale della critica, nel concorso tenutosi a Roma il 01/10/2011, entra in punta di piedi nel fantastico mondo del fumetto.

Nel 2012 dà vita a racconti e sceneggiature come "Palcoscenico immaginario di non improbabili storie future" per la casa editrice Wombat Comics, "Il piccolo Ninni e la storia del jazz"  che riceve un riconoscimento speciale nel concorso "Strisce di jazz" di Piacenza, infine "Le avventure di Comare Volpe" progetto ideato già nel 2008. Nei suoi lavori predilige il genere fantasy, affrontando quasi sempre tematiche sociali, ambientali e sentimentali, ma si diverte molto anche nello sceneggiare storie comics.


Detto ciò, ragazzi parlatemi un po' della Vostra storia, che personalmente ho trovato molto particolare...

ML: Strutturata in una narrazione episodica divisa in atti e sottotitoli - di tipica matrice teatrale - la storia si pone a metà fra l'onirico e il surreale, attraverso varie situazioni che Marco e Francesca (i due protagonisti - NdR) si trovano ad affrontare, seppure apparentemente ispirate alla normale quotidianità.
"Palcoscenico immaginario di non improbabili storie future", dal genere volutamente fantasy, si propone di promuovere un'attività di riflessione e contestazione sulla visione politica e sociale della nostra società, del mondo intero e in particolare dell'Italia e del nostro sud.
Gli uomini sono tutti emigrati in mondi lontanissimi e vivendo un'altra vita hanno dimenticato le proprie origini. Ma come si può prospettare un futuro senza la conoscenza del passato, della consapevolezza delle proprie radici e dell'identità culturale?
I due protagonisti, due studenti universitari del pianeta Apnea, partono così alla ricerca della propria storia imbattendosi in sensazioni, visioni, sapori per loro del tutto nuovi e nutrendo soprattutto la speranza di oltrepassare il muro del presente fatto di indifferenze ed inconsistenze.
Metafore e simbologie sotto forma di particolari riempiono gli spazi vuoti e arricchiscono l'esperienza visiva. Un punto di partenza dell'inizio dei lavori infatti è stato rappresentato dalla ricerca di originalità intesa come diversificazione dai media commerciali ed intrapresa con la semplicità e umiltà di due artigiani del fumetto .
Il finale vede il sogno prevalere sulla realtà: non è ancora tutto perso ma bisogna lottare e credere affinché tutto possa cambiare in meglio.

GG: La storia mi ha impegnato fino ad oggi rispetto ad altri lavori in maniera più minuziosa, vuoi per via dei particolari presenti e voluti dallo sceneggiatore, vuoi per la quantità di tavole;  ti dirò: è stata una prima bella esperienza realizzare più di dieci tavole. Non sono tante ma non sono neanche poche,direi che mi sono divertito e spero di farlo ancora. Realizzare dieci tavole lavorando poco sulle matite, ma partendo immediatamente dalla colorazione fatta prettamente ad acquerello, mi ha stimolato ad una nuova sperimentazione del colore, non solo con il Bianco e Nero, ma anche inserendo delle punte di giallo e di celeste, colori spesso presenti in quelle che descrivono storie di fantascienza


Attualmente, nei vostri lavori, quali tematiche artistiche (e narrative) state seguendo?

ML: Di solito nelle mie storie affronto temi legati alla società, all'ambiente, alla tradizione popolare della mia terra, sentimentali, attento però a non indicare soluzioni, l'unico vero intento è quello di provocare.
Inoltre, devo aggiungere che prima di iniziare a scrivere una storia, affrontare una tematica, ne parlo molto con il mio disegnatore Giuseppe Guida, ci scambiamo opinioni, punti di vista, per poi lavorare con la stessa grinta e passione. Come stile narrativo mi fa molto comodo il genere fantasy, per la scorrevolezza del linguaggio e talvolta per certi risvolti allegorici che rimandano al vivere quotidiano e/o alla denuncia sociale rivisitata in chiave fantastica

GG: Nei lavori con Marco (che è doveroso citare, non solo perché lavoriamo a stretto contatto - e questo non è da sottovalutare -  ma anche perché vediamo e rivediamo insieme certi aspetti non solo artistici della storia), ci siamo sempre ritrovati a verificare la funzionalità del disegno, ma anche consigli ed errori...Insomma: avere uno sceneggiatore che controlla man mano come procedono i lavori, in definitiva può essere una specie di esame giornaliero, ma credo che sia molto formativo e di aiuto.
I temi narrativi spettano più allo sceneggiatore descriverli, ma in sostanza entrambi abbiamo le idee chiare: comunicare attraverso le nostre storie, raccontando la nostra terra, le nostre abitudini,la nostra storia e le nostre tradizioni, il meridione, cose che negli ultimi anni sono messi troppo spesso nel dimenticatoio.


Ragazzi, qual è il Vostro sogno (artistico) nel cassetto?

ML: Sogno di poter continuare a scrivere e sceneggiare fumetti. In realtà, sogno di vivere facendo questo lavoro, ma oggi più che un sogno mi pare un'utopia.

GG: Disegnare fumetti, non è solo per me sporcare un foglio,ma è qualcosa che va oltre: comunicare far conoscere le proprie emozioni, viaggiare, esplorare, raccontare...

 

Marco, se per un giorno tu potessi essere un famoso sceneggiatore, quale vorresti essere? Per fare cosa?

Mi basterebbe essere semplicemente quello che sono, per non perdere la libertà di scrivere e sceneggiare fumetti così come mi va e continuare a divertirmi...

E tu Giuseppe?

Di Autori ce ne sono tanti che mi hanno sempre affascinato, che mi hanno emozionato, dovrei citarne più o meno una decina...Qualcuno l'ho conosciuto mooolto da vicino, altri meno...Chissà, un giorno potrei ritrovarmeli davanti, lavorandoci insieme...

 

Grazie mille ragazzi, è stato un vero piacere fare la Vostra conoscenza!

Arrivederci al ComiCon 2012 e anche per Voi....

IN BOCCA AL WOMBAT!

 

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Aprile 2012 19:20
 
Wombat ComiCon 2012 - Gli Autori: LIANA RECCHIONE PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo   
Domenica 08 Aprile 2012 20:03
               Liana Recchione è presente sul Wombat Magazine che presenteremo al Napoli ComiCon 2012 con una breve storia intitolata Kanon und Gigue: si tratta di un siparietto disegnato con toni  glam in cui si svolge una vicenda onirica di strane coincidenze, tempo che passa e inaspettati reincontri.

Ma prima di passare all'intervista vera e propria, qualche notizia su Liana

Liana Recchione
nasce nell'autunno del 1979 in un paesino del cuore dell'Abruzzo. Da sempre coltiva la passione per il disegno proponendosi da bambina di diventare un animatore cinematografico. Ma poi scopre il fumetto:  è amore a prima vista.
Per questo, senza mai abbandonare la sua passione, prima si laurea in Lettere Classiche presso l'Università degli studi di L'Aquila e successivamente frequenta la Scuola Internazionale di Comics, nella sede di Chieti (oggi Pescara) dove al termine del suo percorso viene richiamata come insegnante del corso per ragazzi.
Nel 2010 pubblica il suo primo fumetto 'Raven' per la Cagliostro E-press. Nel 2011 esce un'illustrazione del personaggio 'Myriam' di Federico Memola, nel volume celebrativo 'Sexy&Chaotic2011'.Ha lavorato come stagista presso la Honda Italia Industriale dove ha realizzato, in collaborazione con Giovanni Fossaceca, la brochure aziendale.
Il 2012 la vede vincitrice insieme a Marco Ventura della 15a edizione del concorso 'Pietro Miccia' indetto dalla manifestazione 'Torino Comics, mentre la Wombat Edizioni pubblica la sua storia breve 'Kanon und Gigue' .
Attualmente sta lavorando a diversi progetti, uno dei quali vedrà l'uscita in estate per Federico Memola

Liana, parlaci un po' della storia che hai pubblicato sul Wombat Magazine 

Kanon und Gigue è una storia a cui ho iniziato a pensare non appena me l'hanno richiesta, lo ammetto. Tuttavia è nata così, di getto; prima sono venuti i personaggi e poi, in un semplice discorso su una palla, la storia. La cosa più terribile, però, è stato trovare il titolo. Fino all'ultimo non sapevo come chiamarla. Anche perchè come al solito presuppongo sempre un mondo dietro ai miei personaggi e quello descritto in queste otto tavole è solo la superficie di quanto ho inventato. E trovare un titolo che riassuma tutto è una fatica di proporzioni erculee temo. Almeno per me che non so dove sta di casa la sintesi, come si può vedere. E alla fine è stato il Canon di Pachelbel(*) a venirmi in aiuto. Sta di fatto che l'idea generale è venuta presto, i personaggi (lo ricordo come ora) realizzati con dovizia di particolari il 15 di agosto, ad Ancona, quando ero in visita da un'amica e la sera non facevamo altro che scambiarci impressioni sulle storie reciproche e ...beh! Quanto abbiamo riso di Lou Marie Bride. Credo che sia uno dei personaggi più belli che abbia inventato. Lo adoro. Per me, oltretutto, è stato una sorta di rottura col passato. Non avevo mai disegnato qualcosa che non fosse 'classico'. Quindi imbarcarsi in questo giovanotto, etereo, emo e pure gay è stato divertentissimo. Ammetto anche che la prima apparizione di Lou nella mia testa è stata nell'appartamento che divide con Dorian. Indossava dei boxer a forma di elefante.E non dico altro.

 Attualmente, nei tuoi lavori, quali tematiche artistiche (e narrative) stai seguendo?

Attualmente sono impegnata in una storia per Federico Memola e quindi un urban fantasy che sinceramente credo sia una delle tematiche a me più congeniali. Anche se ho in mente altri progetti, alcuni richiestimi, altri che vorrei realizzare da sola. Le tematiche variano dalla riflessione sui rapporti umani nella giovane realtà urbana ai più classici racconti vittoriani. Alcuni passando sempre per una ventata di fantasy, ovvio.

Qual è un tuo sogno (artistico) nel cassetto?

Credo sia realizzare delle storie che arrivino al cuore della gente. Che indaghino gli sconvolgimenti dell'essere umano. Personaggi che ci diano la forza per andare avanti alle volte, dei modelli da seguire o a cui appigliarsi nei momenti di difficoltà, con cui ridere e passare delle ore serene. Che ci facciano riflettere e sorridere. Degli amici insomma. Da ritrovare ogni volta che riapriamo il fumetto.E realizzare una bella storia d'amore. Lo ammetto. Ma che sia lontana dagli sdilinguementi di oggi. Vorrei mostrare un amore vero, sincero, sfaccettato. E poi ammetto (dannata vanità) che tutto questo mi piacerebbe vederlo poi in una magnifica veste a colori e brossurata (sorride)

Se per un giorno potessi essere un disegnatore famoso quale vorresti essere? Per fare cosa?

Eh, domanda assai complessa. Anche perchè non saprei chi scegliere. Se decidessi per Mignola (che adoro in tutti i suoi aspetti, anche nei racconti che ne fanno) non saprei che fare, visto che fa già tutto da solo. Essere Mario Alberti mi aiuterebbe a creare dei magnifici ambienti che ora come ora non saprei nemmeno da quale parte iniziare per approntarli. O Bachalo, o Ramos...che dire di loro? O Frezzato che adoro nello stile e nella complessità delle immagini.
Beh in realtà non saprei davvero chi scegliere. Forse forse ricorrerei a qualche mito del passato, Gian Lorenzo Bernini, probabilmente. E continuerei a smuovere gli animi e a sussurrare della bellezza del mondo nonostante tutti gli impedimenti che dal mondo stesso ( e alle volte anche da te stesso) derivano.

Tutto sta, secondo me, ad essere di aiuto agli altri. Tonino Guerra diceva che la bellezza è come il petrolio. Il carburante di noi stessi, quindi. Direi che, grande artista o meno, l'essenziale è riflettere su di noi. Spingerci a conoscerci e ad avere rispetto l'un l'altro. Cosa che manca sempre di più da quanto mi è dato di vedere. E questo quanto può farlo una bella storia? Tantissimo secondo me.

Grazie Liana, non resta che augurarti in bocca al lupo!

Anzi, con un pizzico di immodestia, in bocca al Wombat!

(*)composizione musicale scritta nel XVII secolo - in forma appunto di canone - dal religioso e musicista tedesco Johann Pachelbel.(NdR)
Ultimo aggiornamento Martedì 10 Aprile 2012 18:20
 
Bologna: una fiera da mangiare... con gli occhi!! PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo   
Giovedì 22 Marzo 2012 16:25


          Reduci dalle "dolci" (ma anche "salate"... E dopo capirete perché) fatiche bolognesi, 
siamo contenti di poter segnalare una confortante - e speriamo solida e duratura - inversione
 di tendenza.
Coloratissima come sempre, la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna si conferma come una 
delle più importanti (se non la più importante) del settore; quest'anno poi ci sentiamo di dire (e 
le sensazioni sono state confermate anche dai dati forniti dagli organizzatori) che il numero degli 
espositori e degli operatori in qualità di pubblico è stato maggiore degli anni scorsi, con un consi-
stente e crescente numero di presenze internazionali.
E coi tempi che corrono, è un segnale incoraggiante.
A proposito di correre: da più parti sono arrivate segnalazioni di un esemplare di Daniloantoniucci
 Disegnans in fuga (come il "Malandrino" delle sue storie): non è dato di sapere se fuggisse da 
ammiratori insistenti, o donzelle adoranti.
La fiera è stata anche l'occasione - come lo è tutti gli anni - di reincontrare colleghi ed amici, quasi
 ci si desse appuntamento: tra i tanti, abbiam rivisto mezzo staff di Treviso Comics.
 Abbiamo reincontrato con grande piacere anche l'ottimo Antonio Faeti cui saremo sempre grati per
 l' attenzione, ammirazione concretatesi un paio di anni fa nella prefazione che scrisse per Harcadya  
di Enzo Troiano.
...E tutti insieme appassionatamente si dava l'assalto ai buffet delle varie case editrici; particolarmente
 pregevoli e degni di menzione quelli spagnoli (sembra sia stato avvistato anche del pregiato Jamon 
Iberico). 
Credevamo di essere dei fuoriclasse dello scrocco buffetesco, ma....! Di tanto in tanto, inaspettatamente,
 un uomo minuto, scuro di carnagione, con un sorriso ineffabile,di evidente nazionalità indiana, scivolava 
non visto dinanzi a noi e con stile silente ed implacabile, spazzolava via tutto... Oh, quale raffinata 
arte orientale dell'inganno e della marziale sbafata !
In tanti anni di Fiera di Bologna, abbiamo talmente "assaggiato" che se un giorno dovessimo allestire 
un nostro stand e conseguente buffet di "risarcimento" in proporzione a ciò, dovremmo affittare un
 tendone solo per noi e metttere tutto lo staff a cucinare.
... E meno male che Enzo Troiano è anche un eccellente cuoco!  

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Marzo 2012 10:58
 
Battipaglia.... Golden!! PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo   
Giovedì 15 Marzo 2012 12:16
Impervio al freddo ed al gelo invernale, continua il tour della Wombat per l'Italia per presentare i suoi autori.

Il 18 di febbraio, scavalcando e solcando le strade imprevedibilmente gelate della Campania, i nostri Luca Presicce ed Enzo Troiano hanno presentato Harcadya 2 ed incontrato il pubblico presso la Fumetteria Golden Store di Battipaglia di Giuseppe Palmentieri.

Caloroso ed appassionato come sempre il contatto del pubblico (la sessione di autografi e sketches è stata particolarmente impegnativa) e squisitamente gentile l'ospitalità del padrone di casa; oltre a ciò c'è da rendere al buon Palmentieri merito ed onore per il fatto che il Golden Store è una delle poche fumetterie da noi conosciute che attualmente non sia oramai totally manga-oriented, come dettano purtroppo le leggi commerciali attuali.

Vi si puo' - fortunatamente - trovare di tutto: dal supereroistico americano, all'italiano passando per il manga nippo-coreano ed il cartonato alla francese.

Avanti così... Only the brave!!!

Ultimo aggiornamento Sabato 17 Marzo 2012 15:40
 
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