Intervista Deda

Adesso tocca a Deborha Daniele (in arte Deda)...


1) Quando sei stata contatta dall' Albatros per realizzare dei lavori per essa, quale è stato il tuo primo pensiero?

1) Dunque il mio primo pensiero è stato: "wow!"... seguito da "un momento... che mi invento?" e poi di nuovo "Wow!". Le mie prime reazioni a un lavoro sono sempre, in ordine: entusiasmo iniziale, panico, profondo respiro per riprendere il controllo, entusiasmo consapevole (perché so cosa fare)! Ogni nuovo lavoro è un'avventura, vengo spessa colta da dubbi: oddio, sarò all'altezza? Speriamo di farcela!
Poi diciamo, non ero sola in quest'avventura e quindi mi sono sentita in un certo senso sollevata al pensiero di collaborare con una persona che conosce il suo mestiere e con la quale vado d'accordo. Una volta stabiliti i primi piani dell'opera il resto è venuto da sé. Con Emy è stata una passeggiata, ci tiravamo idee a vicenda come se stessimo giocando a ping pong, su ogni proposta cresceva una controproposta e alla fine il risultato finale ci ha lasciate entrambe piuttosto soddisfatte... spero, ha ha ha.

2) Parlaci brevemente dei tuoi lavori e della tua storia.
2) Non è la prima volta che mi cimento in fumetti ma è la prima volta che lo faccio in Italia e a un livello, diciamo, nazionale. Ho vissuto all'estero per molti anni e, forse, abituata ai grandi numeri e allo spazio non ho mai voluto cercarmi una dimensione mia qui. Ho lavorato come illustratrice e grafica e ho continuato a lavorare, dall'Italia, soprattutto con l'estero. L'ultima volta che ho pubblicato un fumetto in Italia avevo sì e no 17 anni... figurarsi se dopo quasi 20 anni avevo intenzione di riprendere un vecchio sogno in mano. Tuttavia quest'anno sono successe due cose che mi hanno fatto cambiare idea. Diciamo che, originariamente, io vengo dall'animazione e ho lavorato in quel campo per troppissimo tempo, sono poi passata al product design quando l'animazione tradizionale è sparita, semplicemente perché mi piace fare cose per bambine (a vedermi non si direbbe: odio il rose e sono una persona estremamente diretta). Ho trascorso qualche tempo a lavorare su una linea di prodotti originali per bambine chiamata Lollipop. Un po' alla volta il lavoro è passato dal disegno alla grafica e ho passato ben due anni in letargo, così, col rigetto totale del disegno. Poi nel giro di un anno ho ricevuto la visita di un mio amico d'infanzia che mi ha rimproverata di aver mollato quello che avevo a 17 anni, è stato un incubo, lo giuro! Qualche mese dopo è morta anche la mia insegnante preferita e mentore, Barbara Bradley ed è stato piuttosto dure trovarmi a pensare che non avevo fatto nulla di quello che mi aveva insegnato. Ho trascorso un brutto quarto d'ora e poi ho detto: basta, basta devo disegnare!
Nel giro di una settimana mi sono arrivate ben due proposte di lavoro per fumetti. Come nei film americani, presente? Ho avuto il momento triste col montaggio di tutti i miei flashback - con tanto di sottofondo musicale tipo eye of the tiger - et voilà!
Adesso lavoro su due serie a fumetti "Principessa del Cuore" e occasionalmente sui mini fumetti di "Isa e Bea - Streghe tra noi"; sto anche progettando altre cosine nel frattempo. Dove trovo il tempo? Non lo so. Lavoro 11 ore al giorno e dormo 6 ore per notte in qualche modo il tempo lo ottimizzi.
 
3) Parlaci dei tuoi progetti futuri.
3) Sono un po' scaramantica nel parlare di progetti futuri perché sono... nel calderone. Intanto spero che quelli a cui lavoro proseguano perché, diciamoci la verità, mi stanco ma mi diverto anche un mondo e disegnare è davvero gratificante. Poi mi sto dedicando alla promozione del mio libro "Gashapon Hunter" che ho scritto per la Jar Edizioni.
C'è un progettino niente male che stiamo costruendo un po' alla volta insieme a Emy. Ne ho in mente anche un altro abbastanza serio ma mi ci vorranno un paio d'anni solo per rifinire la storia. Nel frattempo sto ideando un altro paio di progetti per bambine... avventurosi ma non fantasy!
In un certo senso sto ancora muovendo i primi passi per cui non mi sbilancio troppo è tutto ancora nel reame del wishful thinking.
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