E quattro...

E' il turno di Francesco Graziani...
1)  Allora, Wombat doveva essere un esperimento isolato invece grazie alla  Tespi diventa , per il momento, una rivista semestrale.
Quale è stato il tuo pensiero quando sei stato contattato per realizzare un lavoro per essa?
 La mia prima impressione è stata di grande sorpresa, unita forse ad un certo sbigottimento. La rivista Wombat era nata l'anno scorso come un one-shot assolutamente fuori dalle righe e, nonostante il gradimento del pubblico, nulla stava ad indicare la possibilità di una evoluzione, anche per l'effettiva difficoltà economico-organizzativa del mettere in piedi una rivista-contenitore di questo tipo. Ora, addirittura ampliata nel numero delle pagine e nel formato, sembra possa essere qualcosa che può, nel bene e nel male, dire la sua.
 2)  Parlaci brevemente della tua storia.
 La mia è una storia breve, ma non per questo dai contenuti meno forti. Parla di combattimenti, di sudore, di nuove forme di doping, e su tutto dell'uomo, visto come una personalità imprigionata in un corpo, costretto, a prescindere da tutto, a seguire una strada già prefissata, un destino  già drammaticamente tracciato.
 3) Parlaci dei tuoi progetti futuri.
Al momento sto investendo molto nel campo dell'illustrazione, soprattutto nel campo dei giochi di ruolo, sperimentando nuovi approcci e nuove tecniche espressive. Nel contempo sto portando avanti un progetto fumettistico personale, che spero di poter proporre al più presto a qualche editore. Ma per ora non posso rivelare nulla.
Saluti e alla prossima.
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Commenti

Inviato da  
- Ottobre 13, 2008, 9:40 am
Grande Francesco, un disegnatore che seguo con molta passione.
Spero che trovi un Editore che gli promuova il suo fumetto.
Aspetto con ansia in fumetteria l'uscita di Wombat, che si preannucia esplosiva.

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Inviato da Administrator  
- Ottobre 18, 2008, 9:22 am
Non sei il solo ad averlo in grande considerazione...
Continuo a dire che ognuno di loro merito merita le migliori fortune.
Uno dei compiti di Wombat è, infatti, anche quello di far notare, ad altri editori, quant'è estesa la loro miopia.

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